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29 ottobre 2025

Mons. Paccosi: la Chiesa è viva ma nel documento sinodale forzature e ambiguità


Mons. Giovanni Paccosi (Interris) - È domenica, oggi 26 ottobre, e appena tornato dall’Assemblea Sinodale di ieri a Roma, ho passato la mattina – come quasi sempre – correndo da una comunità all’altra della mia diocesi di periferia. Nella Chiesa di San Miniato non ci sono città grandi, non ci sono Università, non c’è nemmeno il carcere, ci sono industrie e agricoltura, luoghi meravigliosi e povertà crescente.

Una giornata speciale

La prima Messa, alle 7:00, nello scampanio per lo scoprimento del SS. Crocifisso di San Miniato, con il Sindaco presente e con molti fedeli (quasi nessuno giovane). Commovente per la sua semplicità, in quell’andare a baciare i piedi di un Crocifisso miracoloso venerato da sette secoli, portando ognuno le sue pene e le sue richieste. Poi a Capannoli accolto dal suono delle campane: una chiesa grandissima piena di gente, un coro di giovani potente, 35 cresime ad altrettanti adolescenti e, pur nell’inevitabile formalismo delle cerimonie, una partecipazione forte. Quando ho chiesto, nell’invocazione allo Spirito, di pregare in silenzio per quei ragazzi, il silenzio c’è stato davvero, intenso, pieno. Lo Spirito era lì.

Una Chiesa viva

L’ultima celebrazione della mattina in un’Unità pastorale, che inizia un proprio Giubileo, per celebrare sette anni di cammino insieme. Anche qui campane a festa, un coro coinvolgente, bambini, giovani, famiglie, anziani, religiose. Presente la signora Sindaca che, salutandomi, mi ha detto la sua commozione, per una celebrazione in cui si respirava gioia e speranza. Perché questo resoconto? Perché questa è la Chiesa che conosco, la Chiesa che si scopre debole, ma che vive, e che ha bisogno dell’essenziale, di vedere e toccare che la vita con Cristo è più umana e più bella. Questa è la Chiesa concreta che nei primi due anni del Cammino Sinodale abbiamo ascoltato, e che ha chiesto che viviamo la missione con uno stile di prossimità, che si curi la formazione, in particolare degli adulti, che ha chiesto di vivere una reale corresponsabilità nella costruzione della Chiesa.

Il documento sinodale

Il documento che ieri abbiamo votato ne è un frutto, ma un frutto ancora embrionale. Ho sentito in più punti la forzatura di far diventare richiesta di tutti ciò che era solo di pochi e la difficoltà di chi doveva votare, senza ormai poter più far distinzioni, articoli in cui c’erano, tutte insieme, proposte non omogenee e – è una mia valutazione – tendenziose. Il Cammino Sinodale ci ha rilanciato nella missione e nella vicinanza a «tutti, tutti, tutti», come ci diceva Papa Francesco. 

Ma l’apertura senza limiti (cattolica) non era per Papa Francesco senza criteri chiari. Invece nel nostro documento sinodale ci sono alcune espressioni che ritengo ambigue: proprio quelle che adesso sono sulla bocca di tutti. Sul punto controverso dell’accoglienza delle persone omosessuali, per esempio, si aggiunge all’accoglienza auspicata il «riconoscimento». Ma «riconoscere» non è sinonimo di «accogliere»: ho ascoltato io, come tanti con me (lo disse per esempio a noi nuovi vescovi nel settembre 2023 dove parlava proprio di questo tema) Papa Francesco affermare che la Chiesa accoglie tutti, ma non accetta che si portino “bandiere”, altrimenti si scade in una rivendicazione ideologica. [CONTINUA]

24 ottobre 2025

Omosessualità: Imbarazzo e proteste per il documento dei vescovi italiani


Andrea Morigi (Libero) - Unirsi in preghiera ai gay pride è l’ultima frontiera superata dai vescovi italiani. Le chiamano «buone prassi pastorali», nel documento conclusivo della Terza assemblea sinodale delle Chiese in Italia, tanto da porsi l’obiettivo di avviare «nuovi percorsi di formazione alle relazioni e alla corporeità-affettività-sessualità - anche tenendo conto dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere - soprattutto di preadolescenti, adolescenti e giovani e dei loro educatori». 

07 luglio 2025

La nuova Chiesa di papa Leone. La fine dell'era Bergoglio


Carlo Cambi (Panorama) - «I pontefici passano, la curia resta». Il 24 maggio l'ipse dixit di Leone ha scosso il Vaticani. Segna la rinuncia all'eredità ri Jorge Mario Bergoglio da parte di Robert Francis Prevost che è stato ef è prima monsco agostinian, poi missionario infine il selezionatore dei vescovi. «Vale in ogni Chiesa particolare, per le curie vescovili», ha affermato il Papa, «e vale anche per la curia del vescovo di Roma. La curia è l'istituzione che custodisce e trasmette la memoria storica di una Chiesa, del ministero dei suoi vescovi. 

Se Francesco è stato un Papa-Re, autocratico, imprevedibile, autoritario nei modi e nella gestione, Leone XIV è l'uomo della collegialità.

Chi ha goduto dei privilegi che Bergoglio ha dispensato al suo cerchio magico oggi si trova spiazzato e cerca di riposizionarsi. È difficile però che Prevost lasci spazio ai solisti che con i migranti hanno costruito le loro carriere, che consenta fughe in avanti agli "ambasciatori" della Chiesa in uscita verso solo il Sud del mondo, che comprima l'apostolato laico come ha fatto Bergoglio dichiarando una guerra a CL, alla Compagnia delle Opere, agli ordini monastici. 

Molti dimenticano un particolare: Robert Francis prevost aveva dieci anni quando si è chiuso il Concilio Vaticano secondo. Non gli appartengono le fratture che da 60 anni incrinano l'unità della Chiesa. Ha vissuto il post-concilio prima da "missionario" in Perù e poi, per 12 anni, da priore degli Agostiniani e ha sviluppato il senso della comunità e della collegialità come professione di fede. 

Leone XIV così fa tremare alcuni pezzi della chiesa italiana. Chi sono questioni spinose aperte: i processi vaticani. [CONTINUA]

13 gennaio 2025

Seminari. Su gay e sacerdozio le regole non sono affatto cambiate


Enrico Lenzi (Avvenire) - Le norme sulla non ammissione al sacerdozio di persone omosessuali non cambiano. La precisazione arriva all’indomani della pubblicazione degli «Orientamenti e norme per i Seminari» che indica alle strutture di formazione al sacerdozio percorsi formativi e di attenzione ai candidati al presbiterato.

11 gennaio 2025

Vescovi italiani: "In seminario anche ragazzi gay, ma è essenziale la castità"


Pubblicate le nuove regole per la formazione dei sacerdoti. Cade l'impedimento per i ragazzi con tendenze omosessuali. Un impedimento su cui Giovanni Paolo II e Benedetto XVI furono inequivocabili ma di fatti disatteso specie dagli ordini religiosi in crisi di vocazioni dove, negli ultimi decenni, hanno trovato accoglienza moltissimi ragazzi omosessuali. 

16 novembre 2024

Al via il Sinodo della Chiesa italiana


Matteo Liut (Avvenire) - A metà del decennio la Chiesa italiana raccoglie le proprie forze migliori per gettare il cuore oltre l’ostacolo, ri-progettarsi e tracciare rotte per continuare a dare risposte agli interrogativi più profondi delle donne e degli uomini del nostro tempo.

04 settembre 2024

27 maggio 2024

CEI, una donna alla guida del Servizio Tutela minori. Zuppi: "Una professionista seria"


Alessandro Guarasci (Vatican News) - La psicologa Chiara Griffini, definita dal presidente della Conferenza Episcopale italiana "una professionista seria, non una telecomandata", è stata nominata dall'assemblea dei vescovi italiani che hanno affrontato poi i temi della pace e delle elezioni europee. Il cardinale ha messo in luce "le difficoltà che hanno i partiti tutti a essere un 'noi' anziché essere un 'io'".

16 febbraio 2024

Vescovi italiani bocciano l'accordo del Governo Italia-Albania


 Iacopo Scaramuzzi (Repubblica) - Il presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e di Migrantes critica l’incapacità di “tutelare gli ultimi della terra” e costruire un sistema di accoglienza diffusa del nostro Paese. 

17 gennaio 2024

CEI: Ora di religione, occasione per coltivare i sogni


Enrico Lenzi (Avvenire) - In vista delle iscrizioni a scuola la Conferenza episcopale scrive agli studenti: «Nell'insegnamento della religione cattolica temi che non trovate altrove». In lieve calo i dati della partecipazione.

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