04 aprile 2025

Italia. E' fuga dalla Chiesa: record di abbandono dei fedeli.


Sandro Magister (Diakonos) - Chissà se a papa Francesco, che è vescovo di Roma e primate della Chiesa italiana, è caduto l’occhio sull’ultima indagine del Pew Research Center di Washington, che proprio in Italia registra un crollo senza precedenti dell’appartenenza alla Chiesa cattolica, un crollo in questo momento più forte che in qualsiasi altro paese del mondo.

Il grafico qui a fianco né dà una misura. Per ogni singola persona che in Italia si aggiunge alla Chiesa cattolica, più di 28 l’abbandonano. Con il più alto divario tra i 36 paesi indagati.

L’abbandono messo a fuoco dal grafico è di chi è cresciuto nella Chiesa cattolica ma ora dice di non appartenervi più, avendo abbracciato un’altra religione o, molto più frequentemente, avendo rinunciato a qualsiasi appartenenza religiosa.

Altrettanto sbilanciati, in Italia, risultano anche le uscite e gli ingressi nell’area dei senza religione. Per ogni italiano che esce da quest’area abbracciando una fede, ve ne sono anche qui più di 28 che vi entrano.

Questo abbandono dell’appartenenza alla Chiesa è massiccio soprattutto in età giovanile. Il 44 per cento degli italiani tra i 18 e i 34 anni dicono d’aver abbandonato la fede cattolica della loro infanzia e di non appartenere oggi ad alcuna religione (salvo isolati casi di passaggio a un’altra fede), contro il 16 per cento degli adulti tra 35 e 49 anni e il 17 per cento di quelli con 50 anni e più.

Anche il livello di istruzione incide. Tra gli italiani con un livello di istruzione più alto 33 su cento dicono d’aver abbandonato la Chiesa e di non identificarsi più in nessuna religione, contro il 21 per cento di chi è meno istruito.

E così il sesso. Tra i maschi il 28 per cento dice di aver abbandonato la Chiesa, mentre tra le donne la quota è del 19 per cento.

Dal confronto tra i 36 paesi oggetto dell’indagine del Pew Research Center il cristianesimo risulta essere la religione con i più alti indici di fuoruscita, seguito dal buddismo, che ad esempio in Giappone è stato abbandonato dal 23 per cento e in Corea del Sud dal 13 per cento degli intervistati, che ora si identificano come senza religione.

Ma la Corea del Sud è anche uno dei rari casi di movimento in direzione opposta. Lì il 9 per cento degli intervistati dice di essere cresciuto senza un’affiliazione religiosa ma di appartenere oggi a una religione, che per la maggior parte di loro è la cristiana. A identificarsi come cristiani sono oggi il 33 per cento dei sudcoreani.

L’erosione dell’appartenenza alle Chiese cristiane con il conseguente aumento dei senza religione è un fenomeno che accomuna un gran numero di paesi. Alcuni di questi, in particolare nell’Europa centrosettentrionale, hanno già sperimentato questo esodo da molti anni e quindi oggi registrano indici di abbandono minori di quelli italiani, dove invece il fenomeno è più recente e raggiunge oggi i picchi più alti.

In Italia l’incognita sul futuro di questa evoluzione è data in buona misura da ciò che accadrà nella vasta “zona grigia” di coloro che praticano poco o per niente i riti della Chiesa eppure continuano a dichiararsi appartenenti alla religione cattolica. [CONTINUA]

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