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31 dicembre 2024

Missionari e operatori pastorali uccisi nell'anno 2024. Sono 13 tra sacerdoti e laici


Fides - Come accade oramai da tempo, l’elenco annuale proposto da Fides non include solo i missionari e le missionarie ad gentes in senso stretto, ma considera le definizioni di “missionario” e “missionaria” in un orizzonte più ampio e punta a registrare tutti i cattolici coinvolti in qualche modo nelle opere pastorali e nelle attività ecclesiali che morti in modo violento, anche se non espressamente “in odio alla fede”.

Per questo si preferisce non usare il termine “martiri”, se non nel suo significato etimologico di “testimoni”, per non entrare in merito al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare su alcuni di loro attraverso i processi di canonizzazione.

I numeri

Nel 2024, stando ai dati verificati dall’Agenzia Fides, nel mondo sono stati uccisi 13 “missionari” cattolici, di cui 8 sacerdoti e 5 laici. Anche quest’anno in Africa e in America si registra il numero più alto di operatori pastorali uccisi: cinque in entrambi i continenti. Negli ultimi anni sono l’Africa e l’America ad alternarsi al primo posto di questa tragica classifica.

Nel dettaglio, in Africa sono stati uccisi in tutto 6 uomini (2 in Burkina Faso, 1 in Camerun, 1 nella Repubblica Democratica del Congo e 2 in Sud Africa), 5 in America (1 in Colombia, 1 in Ecuador, 1 in Messico e 1 in Brasile) e due in Europa (1 in Polonia e 1 in Spagna).

Come evidenziano le informazioni, certe e verificate, sulle loro biografie e sulle circostanze della morte, i missionari e gli operatori pastorali uccisi non erano sotto i riflettori per opere o impegni eclatanti, ma operavano dando testimonianza della loro fede nella ordinarietà della vita quotidiana, non solo in contesti segnati dalla violenza e dai conflitti.

11 gennaio 2024

Tre sfide per la Chiesa Cattolica nel 2024



Miguel Cuartero (Interris) - Ogni anno nuovo porta con sé delle sfide da affrontare e dei compiti da portare avanti sia per i singoli che per le istituzioni. Il 2024 si apre, per la Chiesa, con dei cantieri aperti che richiedono attenzione e un impegno importante da parte del Papa e dei suoi collaboratori.

Guerra e pace. In cima alle preoccupazioni di Francesco c’è la questione diplomatica in un mondo sconvolto da conflitti di grande portata come quello russo-ucraino e quello israelo-palestinese che infiammano lo scenario geopolitico alle porte dell’Europa. Due conflitti che vedono la partecipazione di diversi paesi e che quindi si espande al di là dei confini territoriali delle parti in conflitto. Entrambe i conflitti vedono protagonisti gli Stati Uniti d’America in qualità di sostenitori e alleati dell’Ucraina e di Israele. Il paese americano, inoltre, attende con trepidazione gli esiti delle elezioni presidenziali previste per novembre di quest’anno, un risultato che influirà inevitabilmente sugli equilibri mondiali. [CONTINUA]

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